Testare il posizionamento del loop

Aver costruito il loop nella zona presumibilmente più appropriata potrebbe non bastare a garantirci il suo corretto posizionamento.

Al solito: statica vs. dinamica.

L’aver assemblato il nostro loop nella zona di corda direttamente allineata al foro ospitante la vite di fissaggio del rest sul riser ( arco a riposo ) potrebbe farci pensare di aver fatto la cosa più giusta ed in effetti, staticamente, saremmo molto vicini al vero. Il problema è che ad arco aperto le cose potrebbero cambiare rivelando delle anomalie non simpatiche. Opportuno sarebbe quindi procedere a delle verifiche.

Il test.

Se avete l’arco già assemblato togliete tutti gli stabilizzatori ed i pesi supplementari eventualmente montati sul riser, lasciate però il mirino montato. Scoccate una volèè di frecce senza naturalmente badare al loro impatto sul bersaglio ma, ad ogni singolo tiro, evitando di toccare il loop in alcun modo, controllate il suo orientamento rispetto all’alloggiamento di cocca. Se dovesse risultare deformato verso l’alto o verso il basso significherà che, nonostante la vostra cura iniziale, non lo avrete costruito nel centro della “ pulling area”, per dirla all’Americana, e questo a tutto svantaggio della retti linearità del punto di incocco dopo il rilascio e del vostro agio in mira.

Loop01

Loop deformato verso l’alto ( Foto N°2 ).

In questo caso il loop e quindi la sede di cocca andranno semplicemente spostati verso il basso con incrementi minimi (1/2mm). Ripetete il test per un numero adeguato di scocchi e, oltre all’orientamento finale del loop, prestate anche attenzione alla vostra stabilità in mira che certo avrà subito dei chiari benefici. Ricordate: state ancora tirando con mirino ma senza stabilizzazione alcuna.

Loop02

Loop deformato verso il basso ( Foto N°3 ).

Molto semplicemente, dovrete muovervi in maniera opposta facendo comunque attenzione agli identici parametri. Una volta che il loop risulterà correttamente orientato ( Foto n°1 )dedicatevi alla percezione dei vantaggi ottenuti nel mirato ma questa volta con stabilizzazioni e pesi supplementari montati sull’arco. Molto probabilmente rimarrete sorpresi dal risultato.

Note sul test.

Normalmente gli aggiustamenti necessari saranno stati talmente fini che la sincronizzazione delle cam non verrà compromessa. Ad ogni buon conto, un controllo suppletivo non farebbe certo male. Di fatto quello che si è messo in opera non è stato altro che un riallineamento del punto di incocco verso una traiettoria quanto più rettilinea possibile, tutto qui. Naturalmente, una volta ottenuto l’effetto voluto non possiamo dimenticare di riportare il punto di incocco, questa volta riferito alla freccia, alla posizione più consona al tuning ( prova della carta ecc. ). Tale adeguamento però andrà ottenuto muovendo verso l’alto od il basso la culla del rest.

Il loop racconta.

Attenzione … !!! .Le deformazioni del loop, se presenti saltuariamente anche dopo aver ottimizzato la sua posizione si manifestano solitamente quando i tempi esecutivi vengono eccessivamente dilatati o comunque quando le linee dinamiche di uscita escono dagli schemi più appropriati. Iniziate a farci caso e noterete che a tiri non soddisfacenti corrisponderà spesso una deviazione del loop a fine tiro.

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