PURE BACK TENSION RELAESE, “ NUMERI ALLA MANO”. ( Ing. Lorenzo Ticci )

Questa volta cediamo con gioia carta, penna e concetti all’ Ingegner Lorenzo Ticci, già arciere e figlio d’arcieri, compoundisti per giunta. L’idea dello splendido lavoro della quale vi rendiamo breve ma significativo sunto viene infatti dal padre Fabio, da sempre impegnato a 360 gradi entro la felice realtà

agonistica toscana. Un argomento, quello trattato dalla loro ricerca che, siamo certi, appassionerà anche chi, per i numeri, non ha grande simpatia.

Le domande.

Ma possono essere veramente affidabili da un punto di vista applicativo i tanto amati/ odiati Pure Back Tension Releases ?. Sono veramente sensibili alle regolazioni?. Ma anche e soprattutto: sono davvero così “ impossibili”?.  A rispondere, finalmente da un punto di vista sicuramente scientifico, è proprio l’Ingegner Lorenzo, “numeri alla mano”, appunto. C’è dunque di che prestare attenzione …

L’interpretazione concettuale del funzionamento.

Nella fattispecie è stato preso in considerazione il forse più diffuso fra i modelli in commercio : il Solution della statunitense Carter. A smontaggio avvenuto dunque l’apparecchio ci mostrava, sotto il “vestito “ , quello che è chiaramente evidenziato nella Figura N° 1 e dalla conseguente didascalia. Passando al funzionamento passo per passo, realizziamo che  durante la prima fase di trazione e sino a completo  allungo, e quindi al  raggiungimento dei contatti al viso, il tiratore  dovrà tenere in trazione la leva A che agisce sull’intero meccanismo, bloccandolo. Nella susseguente fase esecutiva la medesima  leva verrà per così dire “ liberata” predisponendo l’intero sistema all’azione che, per quel che concerne il tiratore significa: Rilascio.

Quindi …

A questo punto (Fig.3) avremo una condizione di equilibrio del sistema Corda+B+E. In particolare la corda imprime all’elemento E la forza Fa (Giallo), la quale porta l’elemento E a comunicare all’elemento B la forza Fa1 attraverso il loro punto di contatto. L’elemento B sarà a sua volta in equilibrio sotto il sistema di forze Fa e la forza Fm indotta su di esso dall’elemento D. Siano a1, a i bracci delle forze Fa1, Fa (rispetto ad O) e siano a2 ed am i bracci delle forze Fa1 ed Fm rispetto ad O1. Affinché il corpo E sia in equilibrio alla rotazione intorno alla cerniera O sotto il sistema di forze Fa ed Fa1 è necessario che sussista la seguente relazione:Equilibrio ai momenti, punto O:

Fa * a = Fa1 * a1

Da cui:

Fa1 = ( Fa * a ) / a1

Proseguendo …

Determinata Fa1 è possibile analizzare l’equilibrio del corpo B andando a considerare adesso la condizione di equilibrio ai momenti intorno al punto O1 del sistema di forze Fa1 ( Magenta ), Fm ( Verde ) e dei rispettivi bracci di applicazione a2 ( Magenta ) ed am ( Verde ). Dovrà sussistere che:

Fa1 * a2 = Fm * am

Da cui

Fa1 = ( Fm * am ) / a1

Questa relazione fa comprendere come, supponendo Fm costante (cosa non vera), maggiore am maggiore sarà la Fa1 necessaria per contrastare l’azione della molla. Quindi allontanando il corpo D da O1 sarà necessaria da parte dell’arciere una maggiore forza di trazione per innescare lo sgancio. Come fare dunque per ottimizzare lo sgancio in funzione delle proprie esigenze? Ed in particolare, quanto è sensibile il sistema alla rotazione della vite di manovra?.Per rispondere a questa domanda  osserviamo la Figura N° 4 entro la quale sono state introdotte  tre possibili posizioni dell’elemento D ottenibili ruotando la vite di manovra. Supponiamo che b1 sia due volte b e b2 sia 3 volte b; come precedentemente detto, per l’equilibrio dovrà essere che:

Fa1 * a2 = Fm * b

A seconda dunque che Fm sia applicata in b, b1 e b2 e supponendo ancora che Fm sia costante (cosa non vera) otterremo quanto segue.

Fa1 = Fm * b / a2

Fa1 = Fm * b1 / a2     ( b1 = 2 * b )

Fa1 = Fm * b2 / a2     ( b2 = 3 * b )

Considerando Fm * b / a2 = Costante, denominandola M avremo

Fa1 =       M   con b

Fa1 = 2 * M   con b1 = 2 * b

Fa1 = 3 * M   con b2 = 3 * b

Concludendo …

Per i semplici calcoli sopra riportati, prescindendo dalle forze di attrito in gioco, risulterebbe dunque che per un braccio 3 volte superiore sarebbe necessaria una forza Fa 3 volte superiore a quella necessaria per far scattare lo sgancio con D posto in corrispondenza del braccio b.

In realtà il legame tra Fa1 e Fm non è così semplice perché molti sono gli aspetti che subentrano; allontanandoci da O1 infatti la  Fm non si mantiene costante, ma aumenta, ed anche la configurazione di equilibrio del cinematismo a seconda della posizione di D sarà caratterizzata da una diversa rotazione del corpo B necessaria per sviluppare la  Fm richiesta e dunque anche l’angolo di rotazione che B deve compiere per innescare il rilascio sarà  diverso e maggiore allontanando D da O1. Da un punto di vista ingegneristico dunque possiamo asserire che il Solution è molto sensibile ai cambiamenti della posizione della madrevite D e dunque assolutamente reattivo alle regolazioni  micrometriche. Pochi gradi di rotazione della vite infatti  sono sufficienti a determinare significativi cambiamenti nella tensione di rilascio. Nonostante la sua completezza il prodotto potrebbe comunque essere ulteriormente perfezionato,  a tutto vantaggio dell’utenza finale.

Esecutivamente parlando …

Da un punto di vista tecnico/arcieristico questo apparecchio rimane un gioiello di tecnologia,  tuttavia, forse proprio perché tale necessita, esecutivamente parlando, di un approccio estremamente ortodosso e preciso, ad  iniziare dalla stessa presa allo sgancio, capace una volta resa affidabile, di fornire la costanza di tensione necessaria ad un rilascio compatibile ai nostri scopi. Attraverso un corretto approccio didattico e la dovuta applicazione quindi il Solution può essere agevolmente  “domato” e, una volta ridotto a più miti consigli, come ogni buon cavallo di razza, saprà darvi grandi soddisfazioni seguendo fedelmente i vostri input.

 

Dott. Ing. Lorenzo Ticci

           A Cura di

        Tiziano Xotti

= Il Cinematismo Interno Del Carter Solution : A: Sicura del sistema B+E; B: Elemento Incernierato in O1; C: Vite Di Manovra; D: Madrevite Con Molla Di Contatto su B; E: Elemento Incernierato in O.
= Il Cinematismo Interno Del Carter Solution : A: Sicura del sistema B+E; B: Elemento Incernierato in O1; C: Vite Di Manovra; D: Madrevite Con Molla Di Contatto su B; E: Elemento Incernierato in O.
In Evidenza: Il Blocco Del Sistema.
In Evidenza: Il Blocco Del Sistema.
Condizione Di Equilibrio Interno Del Sistema.
Condizione Di Equilibrio Interno Del Sistema.
Il Carter Solution, per  quanto riscontrato, risulta molto sensibile alle regolazioni micrometriche.
Il Carter Solution, per quanto riscontrato, risulta molto sensibile alle regolazioni micrometriche.

 

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