PUNTI DI CONTATTO AL VISO

Peep Sight : Usare con prudenza.

Oramai è noto che il suo posizionamento sulla corda deve seguire dei canoni piuttosto precisi che però variano a seconda della disciplina praticata ( Indoor, Campagna, Targa ). Sappiamo bene poi che l’ampiezza del suo foro di collimazione è correlato a dei rapporti di grandezza che coinvolgono la distanza della stessa dall’occhio di mira, la diottra ed il fattore d’ingrandimento della lente oltre che l’ estensione della barra del mirino. Le variabili relative a questo importante accessorio prettamente compoundistico non si esauriscono però a questi punti ma coinvolgono in maniera importante lo sviluppo dell’azione di tiro stessa. Nello specifico una anomala interpretazione dell’uso della visette sortirà i suoi effetti negativi nella parte finale della trazione e, appunto, nell’ acquisizione dei punti di contatto al viso ( Ancoraggio, Contatto corda sul naso, Collimazione dell’occhio alla peep).

Primo: Completo sviluppo dell’allungo.

Il Fatto che l’arco compound possa vantare uno “stop” netto e preciso  dettato dalla fine rotazione delle cam non ci autorizza ad aprire l’arco in maniera biomeccanicamente approssimativa. Curare, come abbiamo già avuto modo di ricordare nell’ultimo scritto, la linea di trazione ed il suo sviluppo risulta quindi assolutamente imperativo. Questa attenzione per noi compound deve diventare inoltre particolarmente acuta verso gli ultimi due- tre pollici d’allungo, in altre parole entro quel segmento che ci vedrà molto vicini all’acquisizione dell’ancoraggio. E’ infatti in questo brevissimo ma altrettanto attivo spazio di tempo che si possono innescare quelle anomalie purtroppo ancora troppo solite in molti tiratori anche di altissimo livello. Non và quindi dimenticato che prima di qualsiasi tipo d’ approccio ai contatti al viso la trazione andrà completamente sviluppata. Andrà perciò evitato qualsiasi movimento della parte alta delle spalle o del capo che in qualche modo anticipi la totale apertura dell’arco. Dette azioni parassite solitamente si innescano in maniera del tutto inconsapevole e vanno quindi tenute attentamente monitorate. Schematicamente quindi potremmo rammentare: “Primo: APRIRE L’ ARCO!!!”.

Secondo: Acquisire l’ancoraggio.

E può sembrare una banalità ma… quanti di voi possono dirsi assolutamente certi d’aver solidamente acquisito l’ancoraggio DOPO il completo sviluppo d’allungo e PRIMA del contatto della corda con il naso?. Sarà comunque il caso di pensarci perchè, anche in questo caso, ci vuole ordine. L’acquisizione dell’ancoraggio non deve ne può essere simultanea alla ricerca del contatto della corda sul naso considerato che , volendo salvaguardare le opportune geometrie,  è la seconda situazione a dover prendere necessariamente origine dalla prima. Lo scotto da pagare in alternativa è tecnicamente troppo alto per poter essere preso sotto gamba. Variabilità e inconsistenza nell’ancoraggio acuite dal mutare della distanza di tiro ci possono portare molto lontano da quella che riconosciamo come una situazione esecutivamente impeccabile.  Ci riprometteremo di ricordare quindi: ” Secondo: PRENDERE L’ANCORAGGIO!!!”.

Terzo : Contatto del naso sulla corda.

Solo avendo rispettato i primi due punti il contatto della corda sul naso potrà tecnicamente assumere pieno senso. Unicamente  aderendo a tale ordine cronologico, infatti, avremo la matematica certezza che il nostro occhio di mira risulti allineato allo stesso modo e, tiro dopo tiro, al foro della peep. Anzi, potremmo tranquillamente aggiungere che è sempre questa la routine alla quale dovremmo sottostare per trovare un esatto posizionamento di peep sulla corda date le esigenze della specialità praticata. Il contatto del naso sulla corda sarà preferibilmente severo e ben marcato e durante la sua ricerca si potrà tranquillamente prevedere anche una migrazione del capo che, arrivati a questo punto ( arco completamente aperto e ancoraggio acquisito ), difficilmente potrà arrecare danno ad una struttura di tiro oramai pienamente consolidata. Il contatto della corda sul naso potrà essere centrale, esterno od interno ma in ogni caso dovrà risultare di facile e sicura acquisizione. Mandiamo  a mente perciò: ” Terzo : NASO SULLA CORDA !!!”.

Quarto : Collimazione alla peep.

Ci siamo, finalmente potremo “guardare” attraverso la peep. Il nostro sguardo sino a questo momento sarà rimasto focalizzato sul bersaglio entro una zona di interesse adeguata che comunque sarà quanto più stretta possibile. Immediatamente dopo la collimazione il posizionamento del mirino sul bersaglio ed un ceck generale potranno farvi riconoscere la situazione come ideale  e quindi introdurvi alla fase finale dell’azione. Il ciclo dei contatti al viso si potrà comunque considerare esaurito appunto con : ” Quarto: COLLIMAZIONE PEEP”.

False verità.

Concludendo quindi non risulta affatto vero che a un determinato posizionamento della peep corrisponderebbe un altrettanto preciso e ripetitivo ancoraggio così come appare ovviamente falso che, dato un determinato ancoraggio, l’allocazione della peep non potrà che essere univoca. Le variabili in gioco sono, come abbiamo visto, ben più fini e complesse. Il rispetto di una cronologia dei contatti al viso costruita sulle basi di cui sopra potrà però mettere ordine in questa delicata fase non mancando di far sentire i suoi immediati vantaggi in termini di precisione.

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