LAMELLE E DINTORNI

Assieme ai modelli a caduta, i rest ad ammortizzazione verticale diretta sembrano essere i preferiti dalla maggior parte degli appassionati nostrani. Semplici e funzionali, hanno larghissima diffusione anche negli USA, patria storica dell’arco compound.

 

Affidabilità e precisione.

Nessuna particolare preferenza. Sia i  “Blade” rest, quelli dotati di lamella ammortizzante, appunto, che quelli a caduta ( Fall – Away  Rest ), concedono infatti, affidabilità, precisione e performance. Prova ne sia il fatto che molti fra i più grandi nomi del compoundismo internazionale montano sui loro archi sia l’una che l’altra tipologia di poggia – freccia. E’ ragionevole sostenere tuttavia che quelli che noi solitamente chiamiamo rest “ A Lamella” siano piuttosto semplici da mettere a punto e non concedano spazi a funzionamenti anomali. O fanno il loro lavoro o, molto semplicemente, si spezzano. In caso di rottura comunque, la sostituzione ed il ripristino in sede della “Blade” risulta semplice, veloce e preciso. Il rischio di perdita del set up è  infatti, ridotto al minimo.

Scelta  e Set Up.

Di fatto gli unici due valori ai quali si deve far riferimento al momento della scelta della nostra lamella sono spessore e ampiezza della sede ospitante la freccia. Di norma le case produttrici fornisco almeno tre opzioni in  spessore ( e quindi in flessibilità), parleremo quindi di  .008”, indicate per pesi di freccia, non superiori ai 300 Grani , .010”, per aste fra i 300 ed i 400 Grani, ed infine .012”, volendo andare sopra i 400 Grani. Per quel che concerne invece la larghezza della sede sagomata  per ospitare la freccia le opzioni potrebbero essere due, semplicemente denominate “stretta” e “larga” , rispettivamente capaci di ospitare dei diametri sino a 23/24” e dai 24/64” in su. Ovviamente i prodotti vengono offerti con tali caratteristiche intersecabili fra loro. Una volta pesata e misurata la nostra freccia, non dovremmo quindi incontrare nessun’ altra variabile.

Angolo di montaggio.

In realtà una terza importante opzione va tenuta in considerazione al momento della messa in opera del nostro supporto, ovvero  l’inclinazione da indurre alla lamella stessa rispetto al piano descritto dalla freccia.

Lo standard consigliato è di circa 40 Gradi ma, volendo essere più pratici, potremmo ragionevolmente indicare un range che arrivi sino ai 25 Gradi. Intendiamo tuttavia tali limiti quali estremi non superabili nei due sensi. Una “Blade” montata troppo diritta darà solitamente un pessimo volo di freccia e delle frequenti rotture della stessa. Oltre a ciò l’acciaio armonico della lamella offrirà un classico quanto indesiderabile suono metallico che tradirà in maniera inequivocabile la mala – iterazione fra l’asta ed il suo supporto. Il medesimo suono si potrà udire qualora la lamella risultasse troppo rigida rispetto alle nostre esigenze di tuning. Una culla troppo morbida si tradirà invece flettendosi eccessivamente  anche al solo appoggiarsi della freccia mentre, alla trazione, risponderà con un andamento dall’alto verso il basso che solitamente renderà persino impossibile mantenere l’asta sul rest. Del resto, quest’ultimo effetto si otterrà anche montando la lamella troppo distesa . Al di là ed al di sopra di ogni altra considerazione inerente la messa a punto di un simile tipo di poggia – freccia è lecito ritenere che i primi risultati da perseguire riguardino : A) Evitare qualsiasi tipo di interferenze in uscita con l’impennaggio. B) Evitare qualsiasi tipo di tendenza della freccia all’ abbandono dalla sua sede d’appoggio durante la trazione.

Identificare il punto di incocco.

Prendendo come buono un set up iniziale del punto di incocco sui 90 Gradi dovremo semplicemente ricordare che, alla presa di suddetto parametro su questa tipologia di rest, ad esempio attraverso l’uso della classica squadretta, non si dovrà tener conto della flessione iniziale della lamella in quanto, con tutta probabilità, durante lo sviluppo della trazione, la pressione esercitata dalla freccia sulla “Blade”tenderà ad alleggerirsi non poco consentendo alla stessa di rialzarsi. Nessuna avvertenza particolare richiederà invece l’identificazione del center shot . In ogni caso, le susseguenti prove di “Clarence” e test della carta, vi potranno fornire indicazioni valide al set up di partenza.

FOTO 1

Le opzioni in  spessore e  larghezza della sede sagomata  per ospitare la freccia sono solitamente specificate dalle case produttrici.
Le opzioni in spessore e larghezza della sede sagomata per ospitare la freccia sono solitamente specificate dalle case produttrici.
Massima e minima inclinazione di montaggio ragionevolmente consigliata per le “ Blade”.
Massima e minima inclinazione di montaggio ragionevolmente consigliata per le “ Blade”.
Diversi Profili, identici i principi di scelta e set up.
Diversi Profili, identici i principi di scelta e set up.
): Durante lo  sviluppo della trazione ed a completo allungo la pressione esercitata dalla freccia sulla “Blade”tenderà normalmente ad alleggerirsi. Dato da tenere in considerazione durante l’identificazione del punto di incocco sulla corda.
): Durante lo sviluppo della trazione ed a completo allungo la pressione esercitata dalla freccia sulla “Blade”tenderà normalmente ad alleggerirsi. Dato da tenere in considerazione durante l’identificazione del punto di incocco sulla corda.
): Durante lo  sviluppo della trazione ed a completo allungo la pressione esercitata dalla freccia sulla “Blade”tenderà normalmente ad alleggerirsi. Dato da tenere in considerazione durante l’identificazione del punto di incocco sulla corda.
): Durante lo sviluppo della trazione ed a completo allungo la pressione esercitata dalla freccia sulla “Blade”tenderà normalmente ad alleggerirsi. Dato da tenere in considerazione durante l’identificazione del punto di incocco sulla corda.
Due esempi di montaggi canonici di un rest a lamella.
Due esempi di montaggi canonici di un rest a lamella.
Due esempi di montaggi canonici di un rest a lamella.
Due esempi di montaggi canonici di un rest a lamella.
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