L’allungo secondario

Diversi i fattori che concorrono a formare un elemento tecnico di natura esclusivamente compoundistica che gioca un ruolo fondamentale nella ricerca della massima efficienza esecutiva. Diamo uno sguardo quindi all’allungo secondario..

Rilasci meccanici.

Ovviamente il tipo di sgancio meccanico in uso influenzerà in maniera diretta il nostro allungo secondario. Intuitive le differenze, per esempio, fra gli apparecchi a polsiera e quelli che invece vanno impugnati, siano essi dotati di trigger o meno. Per i primi, normalmente azionati da indice o medio, la regolazione della fascia di trattenuta al polso è d’importanza vitale in quanto, anche pochi millimetri di scivolamento, possono creare dei seri problemi gestionali dovuti, appunto, alla sostanziale modifica del nostro allungo secondario. Una modifica che intuitivamente porterà con sè le solite problematiche legate ad ancoraggio, posizione peep, e dinamica alterata.

Impugnando …

Non pensino però gli utenti dei rilasci meccanici a pollice o dei back tension release di potersi muovere con leggerezza o pressapochismo. Impugnare in maniera ortodossa e ripetitiva il proprio sgancio è infatti richiesta tecnica fondamentale che non andrà mai elusa. Ampia è la scelta ergonomica offerta dalle case produttrici che, ad onor del vero, negli ultimi anni, si sono mosse saggiamente cercando di soddisfare le richieste di una clientela sempre più attenta ed esigente. Troveremo quindi testine di trattenuta più o meno lunghe e quindi incidenti in maniera diretta sul nostro allungo secondario, piuttosto che impugnature più o meno degradanti. Una buona presa allo sgancio tenderà a non mutare durante lo sviluppo della trazione ed offrirà delle buone basi per la ricerca di un punto d’ancoraggio solido e ripetitivo. Per i tiratori votati ai back tension naturalmente la stessa presa, se possibile, assume valore tecnico ancor più consistente. Qualsiasi incertezza o variazione nel posizionamento delle dita sullo sgancio, infatti, potrà portare a delle pesanti conseguenze a livello gestionale come nel caso degli apparecchi a polsiera inducendo inoltre il tiratore ,quasi fatalmente, a fare i conti con dei tempi di rilascio quasi mai omogenei. Sinteticamente una ortodossa presa allo sgancio potrebbe vedere, ad ancoraggio acquisito, la punta delle prime falangi delle nostre dita guardare verso il bersaglio. Se le stesse invece fossero rivolte verso il viso del tiratore la presa potrebbe rilevarsi troppo “ in punta” mentre, al contrario,dovessero guardare verso terra, l’impugnatura sarà sicuramente eccessivamente “profonda”. Tensioni a livello polso/avambraccio/mano, scivolamenti, angoli anomali e difficoltà a raccogliere gli esiti dell’ incremento rappresenteranno le anomalie più evidenti di una presa allo sgancio non opportunamente studiata, controllata e mantenuta.

Cordini e Loop.

Quasi inutile sottolineare che lo sviluppo di cordino di trattenuta e loop faranno pienamente parte del nostro allungo secondario. La loro lunghezza dovrà comunque tener conto delle esigenze legate ad uno stacco della freccia dalla corda privo di interferenze indotte ( contatti con cocca ) oltre che di quelle tecnico esecutive vincolate ad un quantomeno opportuno punto di riferimento della corda sul naso.

Grip e peep sight.

In realtà, a ben vedere, il profilo della grip in dotazione al nostro arco dovrebbe essere considerata come parte integrante dell’allungo principale, ovvero quello riguardante esclusivamente il nostro compound. Sia come sia sarà tuttavia importante ricordare che il mutare del suo profilo in altezza andrà a modificare, in alcuni casi sin oltre ad un pollice, le richieste d’allungo. Anche in mancanza di una grip vera e propria, diversi modelli d’arco presentano, nella zona interessata, conformazioni tali da suggerire leggere modifiche all’allungo principale supposto. Per quel che concerne la peep sight, invece, risulta arcinoto che il suo posizionamento, pur non potendo fattivamente influenzare nè l’allungo primario ne quello secondario, potrebbe portare, qualora non fosse corretto, a degli atteggiamenti del tutto simili alle condizioni di sotto o sovrallungo. Anche in questo caso pochi millimetri possono fare la differenza.

Concludendo…

Tipo di rilascio, presa allo sgancio, lunghezza di cordino e/o loop, grip, ed in subordine e per altri aspetti, il posizionamento della peep , rimangono fattori essenziali allo sviluppo del corretto allungo in un compoundista. Spesso, in fase di revisione tecnica, sono questi i primi fattori da prendere in considerazione prima di procedere verso modifiche ancor più radicali.

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Foto N° 1 e N°2 :
La lunghezza del cordino dello sgancio o del loop possono fare la differenza.
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Foto N° 3:
Negli apparecchi a polsiera la regolazione della stessa al polso deve essere accuratamente scelta e quindi mantenuta

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FOTO N°4:
Una buona presa allo sgancio vedrà le prime falangi delle dita impegnate guardare verso il bersaglio. Normalmente un simile atteggiamento agevola anche l’acquisizione di una area d’ancoraggio solida e riconoscibile.
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FOTO N°5:

La Lunghezza della testina di trattenuta “ Fa Allungo”.

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