Evolvere i 9 passi base

Il  processo di tiro dettagliato.

I 9 passi base che avete oramai già interiorizzato dovrebbero rappresentare la piattaforma su cui costruire poi una sequenza ancor più dettagliata che davvero possa concedervi un controllo totale sul vostro tiro. Il primo obiettivo è stato dunque quello di fare propri i 9 punti primari  guidandoli consapevolmente prima, durante e dopo il tiro. Con tale bagaglio dovremmo ora arrivare a espandere il nostro piccolo progetto ampliandolo con maggiori quanto preziosi dettagli. E’ vero infatti che molti fra questi 9 step avranno  bisogno di essere ulteriormente sviscerati perché in realtà formati da tutta una serie di sub – compiti. Prima di andare ancor più a fondo nella nostra azione vale però la pena ricordare un principio fondamentale, ovvero che l’ordine cronologico dei vari step è  importante tanto la natura e la qualità  dell’azione stessa. Per chiarire, rifacciamoci all’esempio seguente che , nella fattispecie, prenderà in considerazione il nostro sesto passo : la presa d’ ancoraggio già ampliata, a sua volta, in sei altre piccole “zone”. Avremo quindi:

1 di 6 : Realizzare la presa di contatti al viso con la prevista porzione /sezione della mano dello sgancio

2 di 6:  Iniziare ad espirare lentamente

3 di 6:  Avvolgere e applicare la dovuta pressione sul grilletto con il dito predisposto al’apertura(1/1,5 lb)

4 di 6:  Inspirare a sufficienza per portare a buona conclusione il tiro senza entrare in “crisi” d’aria.

5 di 6:  Cercare il contatto della corda sul naso.

6 di 6 : Allineare l’occhio alla peep realizzando il centraggio diottra e la messa in bolla.

E’ interessante notare  quanto lo schema mentale  espresso dalla sequenza appena descritta abbia in se una certa qual logica “naturale”. La nostra attenzione, infatti,  verrà mantenuta sul nostro fare a completamento della totalità delle richieste tecniche richiamate dallo step e, solo alla fine, si sposterà verso la targa. E’ una questione di ordine, appunto. Verifichiamo invece, cosa accadrebbe al nostro schema mentale qualora detta ordine non venisse rispettato attraverso un ulteriore esempio. Poniamo quindi che la nostra sub sequenza inerente l’ancoraggio venisse così interpretata:

1 di 6 :  Realizzare la presa di contatti al viso con la prevista porzione /sezione della mano dello sgancio

2 di 6:  Iniziare ad espirare lentamente

3 di 6:  Allineare l’occhio alla peep realizzando il centraggio diottra e la messa in bolla.

4 di 6:  Inspirare a sufficienza per portare a buona conclusione il tiro senza entrare in “crisi” d’aria.

5 di 6:  Cercare il contatto della corda sul naso.

6 di 6 : Avvolgere e applicare la dovuta pressione sul grilletto con il dito predisposto al’apertura(1/1,5 lb)

Noterete come i punti 3 e 6 siano stati riposizionati fra loro. Ancora più importante  è però forse realizzare quanto questa sostituzione abbia mutato in maniera radicale lo schema  mentale applicato al tiro. Dopo il primo punto, infatti, dove saremo chiamati a  preoccuparci dei contatti al viso, il nostro focus verrà orientato verso la mano dello sgancio, immediatamente dopo, invece, al terzo passo, ci viene richiesto di orientare la nostra attenzione verso il sistema di mira. Al punto 5 dovremo di nuovo spostare la mente ai contatti al naso e quindi, (6), ritornare alla mano del rilascio. Il nostro focus vagherà quindi in continuazione dal nostro viso verso la targa  con un effetto altalena di complicatissima gestione.  Questo andirivieni  non solo sarà difficile da ripetere con sufficiente continuità ma, inoltre, risulterà assolutamente inefficiente in termini sia tecnici che prestazionali. In buona sostanza, poi,  questo tipo di gestione, ci porterà ad un  tempo esecutivo inutilmente lungo. Il progetto di massima sarà invece  quello di portare a termine il set up tecnico  quanto più rapidamente possibile per poter  portare avanti il mirato  e concludere il tiro in piena tranquillità. La lezione  sarà quindi  che, durante lo sviluppo della nostra sequenza, dovremo  seguire uno schema mentale  logico e fluente che si muova ordinatamente da noi  alla targa. Se i vari passi non verranno sviluppati nel giusto ordine però, il costrutto mentale verrà quantomeno disturbato e quindi, il controllo conscio durante il tiro risulterà complicato ed inefficace. La peggiore delle ipotesi, in questo senso, si verificherà appunto ogni qualvolta il  focus migrerà da “noi” verso il bersaglio o le faccende inerenti la mira, per poi tornare indietro a completare il set up tecnico. Situazione semplicemente  devastante. Non a caso nella sequenza corretta  è stato proposto il pre settaggio della tensione sul grilletto prima della collimazione alla peep e non viceversa.

Imparare la sequenza avanzata.

Ancora una volta ci troveremo a dover memorizzare i passi della nostra sequenza  una  volta evoluta , ovviamente, nell’ordine corretto. Questo ci permetterà, già in questa prima fase, di rivederli in maniera facile e veloce. Una volta incamerati mentalmente i nuovi dati, si passerà, com’ è stato per i 9 passi base, alla loro visualizzazione attraverso il solito dialogo interno e, appunto, la consapevole presa di coscienza della totalità dei dettagli ad essi correlati.

Proposta di sequenza avanzata. I dettagli dei 9 passi base.

Ricordando I nove passi base, ovvero:

1)Posizionamento

2)Incocco

3)Settaggio

4)Pre Trazione

5)Trazione

6)Ancoraggio

7)Mira

8)Rilascio

9)Follow trough

… ipotizziamo quindi quale potrebbe essere il loro più logico sviluppo:

1 (1 di 1) Portarsi sulla linea di tiro

2 (2 di 1) Posizionare i piedi ed assumere la dovuta postura

3 (3 di 1) Bilanciarsi su piedi

4 (1 di 2) Incoccare la freccia

5 (2 di 3) Identificare la zona utile sul bersaglio

6 (3 di 3) Posizionare l’arco

7 (4 di 3) Agganciare il cordino/loop ed applicare la pretrazione

8 (5 di 3) Posizionare la mano dell’arco.

9 (1 di 4) Assumere una posizione eretta..

10 (2 di 4) Inspirare sollevando l’arco da terra sino ad un livello conosciuto come consono.

11 (3 di 4) Espirare

12 (1 di 5) Inspirare trazionando attraverso le linee identificate come corrette

13 (2 di 5) Applicare  leggero overloading contro il muro (+1 Libbra)

14 (3 di 5) Controllare il braccio dell’arco ( eliminare tensioni residue)

15 (4 di 5) Controllare distribuzione peso su avanpiedi e posizione eretta

16 (1 di 6) Acquisire l’ancoraggio facendo riferimento a mano dello sgancio e zona del volto interessata

17 (2 di 6) Iniziare ad espirare lentamente

18 (3 di 6) Avvolgere e applicare la dovuta pressione sul grilletto con il dito predisposto all’apertura(1/1,5 lb)

19 (4 di 6) Inspirare a sufficienza per portare a buona conclusione il tiro senza entrare in “crisi” d’aria.

20 (5 di 6) Cercare il contatto della corda sul naso.

21 (6 di 6) Allineare l’occhio alla peep realizzando il centraggio diottra e la messa in bolla.

22 (1 di 7) Identificare la zona di interesse sulla targa.

23 ( 2 di 7) Settare il dot di mira di conseguenza.

24 (3 di 7)  Focalizzarsi sulla zona da colpire

25 (1 di 8)  Dare il via alla strategia di rilascio riconosciuta come ideale.

26 (2 di 8)  Mantenere la mira sin dopo lo scocco.

27 (1 di 9)  Follow Trough con braccio dell’arco che mantiene la linea di mira, Espirando.

Naturalmente, nel caso si presentino dei disordini nei vari step, anche di carattere cronologico, il tiro andrà abortito.

Respiriamo …

All’interno della sequenza proposta abbiamo incluso ora anche un ciclo respiratorio  dove, consapevolmente, controlleremo  espirazione ed inspirazione. Applicativamente, respirare secondo un modello aderente alla sequenza di tiro potrà sembrare complicato, specialmente all’inizio. Anche in questo caso, la visualizzazione potrà dare un contributo significativo in fase, appunto, d’apprendimento. Quella che segue potrebbe rappresentare un’adeguata proposta respiratoria.

1) Inalare al sollevamento dell’arco.

2)Espirare

3) Inalare trazionando

4) Espirare lentamente durante la presa all’ancoraggio, il settaggio del dito sul grilletto ed il set up tecnico completo.

5) Inalare per  ½ e/o ¾ della capacità polmonare prima di iniziare il processo di mira.

6) Mantenere l’apnea sino alla fine del tiro

7) Espirare durante il Follow Trough.

Nulla si potrebbe eccepire, in ogni caso, alla programmazione di una sequenza respiratoria anche diversa da quella proposta, qualora dovesse risultare compatibile ai nostri scopi.

Dall’ inizio alla fine …

Arriveremo alla fine quindi, dopo il dovuto training mirato, a gestire la nostra azione come segue:

1) Partire con il ciclo respiratorio intermedio descritto nello scorso numero.

2) Visualizzarci nell’esecuzione dell’intiero processo di tiro avanzato

3) Consciamente eseguire la nostra sequenza sino al rilascio

4) Ripetere mentalmente il modello esecutivo valutando le discrepanze rispetto all’esecuzione appena terminata.

5) Ripetere.

 

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