Dove o Quanto ?

Parliamo di frecce tirate e come concedere ad ogni singolo scocco, in gara come in allenamento, un senso che davvero aiuti nell’evoluzione, tecnica e non.

 

Raccolta dati.

Ancora vedo, appiccicati a molte faretre, i famigerati conta – frecce. Strumento indubbiamente utile a misurare la quantità di scocchi effettuati in un dato lasso di tempo. Accessorio comodo, agevole e, suppongo, funzionale. Già ma…, funzionale a cosa ?. Di fatto fornisce uno ed un solo dato, numerico, magari correlato al tempo ma, alla fine, null’altro. Tutto ciò considerato posso solo pensare che un input del genere aiuti un istruttore od un coach ad organizzare, da un punto di vista quantitativo, il training somministrato ad un atleta o, al limite, a controllarlo. Lo stesso dicasi in merito alle agendine zeppe di numeri (scocchi e relativi punteggi). In questo caso sussiste un dato in più, ovvero: il punteggio registrato in toto o ad ogni singola freccia nel corso di una sessione di tiro. Praticamente: una classifica. Ragionamento un tantino radicale, volendo, ma altrettanto sicuramente, vero. La domanda quindi vien da sé. Valutato che il successo in arcieria dipende direttamente da quello che accade sulla linea di tiro piuttosto che sul bersaglio, in che modo il numero di frecce ed il punteggio registrato dalle stesse possono aiutare il Tecnico a suggerire all’atleta gli strumenti necessari all’ evoluzione prestazionale ?. Non ci pensate troppo, questi due parametri non possono o, nella migliore delle ipotesi, non bastano.

Efficacia ed immediata fruibilità.

Queste sono, in ultima analisi, le uniche peculiarità che davvero dovrebbe possedere uno strumento di acquisizione dati “ da campo”. Cos’è allora che veramente serve ad un tiratore ed al suo tecnico per avere costantemente sotto controllo la situazione e quindi muoversi con cognizione di causa quando necessario ?. Molto semplicemente : i punti di impatto sulla targa. Logico no?. Semplice no?. Eppure, ancora alieno a molti. Registrare gli impatti sul bersaglio sarebbe opportuno sempre ed in ogni caso. Esiti di ritocchi sul materiale, correzioni tecniche, test pre gara, verifiche in caso di meteo avverso, reazione a tempi esecutivi necessariamente ridotti, test a squadre, parametrizzazioni fra qualifiche e match e molto, molto altro. Non dati numerici paradossalmente troppo poco precisi ma, quindi, dati di fatto. Azione e reazione, fatto e verificato, trovato e risolto. Senza contare la possibilità dell’incrocio dati quando creato un data base. Uno specchio spietato ma affidabile, concreto e “dannatamente” vero.

I mezzi.

A decine, di tutti i tipi e caratteristiche, multimediali o meno. Si può scegliere quindi fra la più evoluta fra le App al più semplice e sempre gradito “cartaceo”, in training come in gara. Importante, in ogni caso, rimane la precisione delle rilevazioni che dovranno essere corroborate da tutta una serie di dati complementari. Data, ora, condizioni meteo, presenza, orientamento e forza del vento, illuminazione e sue variabili ecc, ecc. Personalmente, per quel che vale, amo il cartaceo perché, a valle, pretende un’archiviazione, informatica o meno, che “costringe” atleta e Tecnico a rivedere i dati acquisiti riflettendo una volta di più sugli stessi ma, lontano dal campo, “a bocce ferme” e, magari, con maggior lucidità e serenità.

Tiziano Xotti

Foto 1

Il conta frecce, strumento oramai superato anche se ancora relativamente utile.

Foto 2Foto 3

Reale rilevazione di impatti ottenuta con grip arco libera (Sx ) e dotata di nastro antisdrucciolo (dx ). Immediato il riscontro.

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Anche in targhe microscopiche come quelle Indoor, gli impatti identificano un orientamento e quindi guidano alla ricerca della soluzione.

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Pure un non gigantesco numero di scocchi può identificare una tendenza.

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Gli strumenti , anche altamente tecnologici, sicuramente non mancano. Artemis è il sistema adottato dalle Nazionali Targa Fitarco.

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 Identico punteggio ,impatti sensibilmente diversi. Non credo serva altro per chiarire l’utilità del metodo.

 

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