Dopo lo scorrere dei nostri 9 passi.

Dopo esserci sufficientemente impratichiti allo scorrere dei nostri 9 passi, ritrovandoli sia nella visualizzazione che nell’esecuzione,  potremo senza dubbio consolidare il tutto attraverso delle sedute di training  più “pesanti” in termini quantitativi.

 

Difficoltà iniziali

Se però, assieme alla presa di coscienza della  sequenza, abbiamo anche lavorato su aspetti inerenti la tecnica pura, risulterà estremamente probabile che, a tali nuovi carichi, il nostro sistema risponda denunciando i sintomi di una stanchezza talvolta decisamente prematura. Niente paura,  passare ad una tecnica più efficace quasi sempre significa attivare delle fasce muscolari sì correte ma, sino al momento, mai sufficientemente attivate a dovere. Arrivati a questo punto avremo quindi bisogno di un’ulteriore strumento di controllo capace di concedere al tiro la giusta economicità oltre ad aiutarci nella precisa scansione ritmica dei nostri 9 passi. Fattori che risultano, anche intuitivamente, strettamente correlati. Mantenere costanti nel tempo lucidità e quindi ritmi e cadenze del modello di riferimento: questo il nuovo indirizzo al quale, per fortuna, si può arrivare con relativa semplicità.

Il respiro regola il ritmo

Avendo considerato sino ad ora come muoverci  prima, durante e dopo il tiro, sarà  opportuno usare in maniera appropriata anche  il tempo che intercorre fra una freccia e l’altra  della medesima volèè. Cercheremo quindi di occupare questa sorta di “vuoto”  recuperando energie e creando  pure le basi per ritmare adeguatamente  l’azione ancora in divenire e per fare questo,molto semplicemente, è alla respirazione che dovremo fare riferimento, fattore che, appunto, può facilmente permetterci di regolare i ritmi della nuova sequenza mantenendoci focalizzati oltretutto sul compito. Quello che segue potrebbe essere un elementare modello respiratorio da mettere in pratica tra freccia e freccia.

 

“Inspirare contando lentamente sino a 4 / Espirare contando lentamente sino a 4.”

 

Semplice ed essenziale,  tale  modello è da applicarsi in maniera del tutto conscia.

Il numero delle ripetizioni di questa strategia respiratoria dipenderà strettamente  dal tempo che vorrete o potrete occupare fra un’ esecuzione e quella successiva. Orientativamente, due cicli ( inspiro, 1-2-3-4, espiro, 1-2-3-4. Inspiro, 1-2-3-4, espiro, 1-2-3-4 ) potrebbero risultare uno standard più che sufficiente. E’ chiaro che, all’occorrenza, il modello potrebbe venire modellato a piacere. Se, per esempio, stiamo  disputando un torneo all’aperto su volèè di 6 frecce, e notiamo che gli ultimi due scocchi risultano non sufficientemente paganti, probabilmente avremo bisogno di più tempo per il recupero fra una freccia e quella successiva. Per fare ciò, molto semplicemente, potremo aumentare i cicli del modello respiratorio appena sopra proposto. Mutate quindi il vostro modello base aggiungendo, per esempio, un ciclo respiratorio in più ( Inspiro, 1-2-3-4, espiro, 1-2-3-4. Inspiro, 1-2-3-4, espiro, 1-2-3-4. Inspiro, 1-2-3-4, espiro 1-2-3-4.)

Tale quasi ovvia modifica  vi permetterà di recuparare meglio le energie, sia fisiche che mentali concedendovi quindi nel tempo una  maggiore precisione esecutiva. Naturalmente, sarà durante le sedute di training che ci prenderemo la briga di testare i nostri trend in questo senso, regolandoci di conseguenza durante la competizione. Così agendo avremo modo, infatti, qualora durante una gara insorgessero problemi gestionali di varia natura, di attivare il nostro personale sistema di auto regolazione respiratoria che ci indurrà l’adeguata calma concedendoci inoltre il dovuto recupero a seconda delle circostanze.

Da cima a fondo …

Riempiti in maniera logica ed efficace anche i tempi morti sulla linea di tiro, avremo una volta di più chiaro in mente cosa fare e perché. Per sommi capi quindi dovremo:

1)Dare vita al modello respiratorio scelto.

2)Visualizzare la completa esecuzione del tiro

3)Eseguire coscientemente il tiro sino alla sua conclusione.

4)Ripetere mentalmente il tiro appena concluso passo dopo passo valutando quindi il risultato e gli eventuali

aggiustamenti che si rendessero necessari.

 5)Ripetere il tutto.

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