Compound e Clicker.

Parliamo di rilasci meccanici, naturalmente, facendo riferimento ai Back Tension Release dotati di quel piccolo accessorio che, nell’uso compoundistico, dovrebbe avere le stesse funzioni del ben più noto Clicker di uso ricurvistico.

 

Presenti sul mercato in svariati modelli e soluzioni, i Back Tension Release, oramai, offrono un’ infinità di alternative alla non sempre facile soluzione dell’equazione mira/rilascio. Ergonomicamente sviluppati per prese alla mano su due, tre e quattro dita, dotati di sicure svincolabili al momento più opportuno o testine di trattenuta orientabili e/o mobili, sono arrivati alla sintesi massima, in termini d’uso, con i Pure, laddove, l’azione d’incremento, risulterebbe l’unica e sola praticabile per ottenere il rilascio della corda dal meccanismo di trattenuta. In tutta questa ridda di opzioni, gli apparecchi ideati sul principio dell’accoppiamento mezzaluna/dente appaiono tuttavia ancora molto diffusi presso l’utenza e questo, forse, anche perché quella piccola opzione presente praticamente sulla totalità dei modelli così concepiti e conosciuta molto semplicemente come “ Clicker”, cattura l’interesse dei più. Ed il suo fascino, in effetti, risulta più che comprensibile se pensiamo che, muovendoci in un contesto in cui l’effetto “sorpresa” al rilascio rimane il fine primo, ma anche ultimo, il Clicker sulla mezzaluna offre una possibilità di “controllo” sull’uscita di freccia, sicuramente gradita a parecchi tiratori. Sbagliato?. Senz’altro no, almeno in termini di principio. Ancora una volta però dovremo parlare di “se” e di ma”.

Come  e perché.

Se e ma legati alla corretta interpretazione e collocazione sequenziale dell’ausilio offertoci, ovviamente. In primis quindi andrà chiarito che, in ambito compoundistico, il Clicker potrà fornirci, se adeguatamente interpretato, appunto, la certezza che, PRIMA di attivarci per la mira e l’incremento, il nostro rilascio meccanico si troverà nella situazione di leva ritenuta ottimale ad una percorso verso il rilascio ragionevolmente uguale per modi e tempi ad ogni singola esecuzione. Niente di più, niente di meno. Qualsivoglia anomalia nella presa allo sgancio, piuttosto che nell’acquisizione dell’ancoraggio od in qualunque altra parte del ciclo di trazione, verrebbe inoltre segnalata da un arrivo anticipato o ritardato del Clicker, ovvero, ad una  situazione di pre – incremento comunque non praticabile. Obbligatoria la rinuncia. Perché il Clicker ad uso compoundistico trovi il suo pieno senso diremo quindi che dovrà assolvere alla sua funzione DOPO l’acquisizione dell’ancoraggio ma PRIMA della fase inerente la mira e l’incremento che porterà al rilascio. La domanda a questo punto però potrebbe essere: “… ma qual è  la metodica più adeguata per far scattare il Clicker ?”.

La mano di presa.

La mano dello sgancio, o meglio, la presa delle dita allo stesso, rappresentano in questo senso la chiave di lettura più logica, sensata, praticata e, fattore non meno importante, verificata. E’ vero infatti che, DOPO l’ acquisizione dell’ ancoraggio, modificare attraverso una differenziazione della presa delle dita allo sgancio l’assetto dello stesso e quindi la posizione del dente di trattenuta rispetto alla mezzaluna, rimane la metodica più efficace ad un settaggio della zona direttamente coinvolta. Si creerà così una piattaforma solida, efficace ma soprattutto ripetitiva sulla quale applicare, come già ricordato, l’ incremento di trazione. Naturalmente l’ampiezza di questo intervento “ di dita” sarà subordinato alle scelte individuali di ogni singolo tiratore oltre che alla conformazione dello sgancio in uso. La regola principe tuttavia, anche in questo caso, rimarrà univoca e pretenderà di ridurre al minimo l’ampiezza dell’azione che poi dovrebbe portare allo scocco attraverso l’innesco della tensione dorsale. Le soglie di personalizzazione, alla fine, non dovrebbero risultare poi così ampie.

Il progetto di rilascio.

Didatticamente parlando, la sequenza di uscita più consona reciterebbe che la mano trattenente l’apparecchio di sgancio, una volta raggiunto lo scatto del Clicker, dovrebbe rimanere nella posizione acquisita e quindi demandare il rilascio solamente all’incremento della tensione dorsale. L’applicazione pratica, anche ad alto ed altissimo livello, ha evidenziato però, sotto questo aspetto, delle vie alternative risultate non meno valide od almeno, non totalmente escludibili. Potremo quindi parlare di azioni che prevedono l’intervento sinergico di tensione dorsale e dita di presa o di  acquisizione della tensione dorsale e quindi esclusivo intervento della mano dello sgancio attraverso, ancora una volta, una diversa distribuzione del carico sulle stesse.

Controindicazioni.

A rigor di logica, in realtà, l’adozione del Clicker sulla mezzaluna non dovrebbe richiamare degli effetti collaterali negativi, a meno che la collocazione entro la sequenza esecutiva dello scatto non sia errata. Non pochi in effetti sono i tiratori che rifiutano il Clicker accusando delle reazioni anomale al suo richiamo. Normalmente questo accade, appunto, perché lo sclickeraggio viene raggiunto quando già il processo di mira ha avuto inizio. Ricordiamo perciò che una routine valida e non disturbante prevede che lo scatto del Clicker avvenga TASSATIVAMENTE PRIMA del mirato. Avremo quindi, molto schematicamente:

  • Sviluppo completo della trazione
  • Acquisizione dell’ancoraggio.
  • Verifica corretto set up generale
  • Sclickeraggio
  • Mira

A voi, ora, le prove del caso.

 

Ergonomicamente concepiti per coprire le più diverse esigenze dell’utenza i Back Tension Release basati sull’accoppiamento Mezzaluna/Dente rimangono fra i più diffusi grazie all’opzione “ Clicker”.
Ergonomicamente concepiti per coprire le più diverse esigenze dell’utenza i Back Tension Release basati sull’accoppiamento Mezzaluna/Dente rimangono fra i più diffusi grazie all’opzione “ Clicker”.
In evidenza la scanalatura in testa alla Mezzaluna che di fatto, accogliendo il bordo opposto ad Dente di trattenuta, fornisce l’effetto clicker.
In evidenza la scanalatura in testa alla Mezzaluna che di fatto, accogliendo il bordo opposto ad Dente di trattenuta, fornisce l’effetto clicker.
Mezzaluna e Dente di trattenuta montati in sede sulla loro testina.
Mezzaluna e Dente di trattenuta montati in sede sulla loro testina.
La visione frontale del semplice meccanismo di trattenuta/rilascio.
La visione frontale del semplice meccanismo di trattenuta/rilascio.
Schematicamente rappresentati i vari step d’azione e relativi posizionamenti dell’accoppiamento Mezzaluna/Dente.
Schematicamente rappresentati i vari step d’azione e relativi posizionamenti dell’accoppiamento Mezzaluna/Dente.
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